Il colpo di gennaio della Fiorentina aveva suscitato un forte interesse. Il nome di Anderson era stato giudicato un grande rinforzo per la mediana viola, soprattutto perché arrivato in prestito gratuito. Il suo impiego sarebbe stato limitato alla sola Serie A, dato che con l’ex club (il Manchester United) aveva disputato 11 minuti nella gara di Champions League contro il Bayer Leverkusen (vinta 5-0), precludendosi così l’opportunità di disputare le gare di Europa League. Nonostante ciò l’obiettivo della Fiorentina era quello di utilizzare Anderson nelle gare di campionato permettendosi di far riposare titolari come Aquilani o Borja Valero, sfruttando le doti del giocatore brasiliano e la sua voglia di rilancio personale. Tutto ciò però non si è rivelato tale ed il giocatore si è limitato a qualche apparizione sporadica. Dopo le sole 4 apparizioni in Premier League con 155 minuti disputati, in Serie A non va molto più lontano con 7 presenze e 279 minuti di gioco complessivi. L’acquisto si rivela un fallimento, tanto che nel finale di stagione Montella non lo farà più scendere più in campo preferendogli Ambrosini e Wolski. La decisione della Fiorentina è quella di non riscattarlo (anche andrebbe incontro ad un costo non del tutto indifferente) e per il brasiliano si profila un rientro a Manchester, dove la decisione se rimanere nel club o meno sarà presa dal nuovo tecnico Van Gaal. In caso di addio il prezzo del giocatore si aggirerà intorno ai 5mln di €, dato che il valore attuale del giocatore è notevolmente calato nelle ultime stagioni (circa 6,5mln di €) e considerando la sua scadenza contrattuale (giugno 2015).

Immagine
La carriera di Anderson, iniziata nel Gremio in Brasile, ha preso da subito una grande ascesa grazie al trasferimento al Porto nel gennaio 2005 per 5mln di €. Ancora 17enne, il giovane talento si è imposto nel centrocampo a tre dei portoghesi nella stagione seguente nel ruolo di incontrista, con la capacità di inserimento in area e con un buon controllo di palla e tiro da fuori. Soprattutto la sua generosità ed energia in mezzo al campo si è sempre fatta sentire. Proprio per questo Sir Alex Ferguson si interessa del brasiliano e lo porta a Manchester per una cifra esorbitante: 31,5mln di €! Qui trova subito una maglia da titolare come mediano del centrocampo a quattro dello United, disputando ben 38 partite. Il gol non arriva, ma si permette il lusso di disputare da titolare la finale di Champions vinta ai rigori contro il Chelsea e di vincere la Premier League. Si profila così l’inizio di una carriera trionfale, con la convocazione da parte della nazionale brasiliana, la seconda vittoria della Premier League e della League Cup, disputando per il secondo anno di fila una finale di Champions (per 46 minuti), questa volta persa per 2-0 contro il Barcellona. L’annata 2009/10 è invece deludente per i Red Devils, con la sola vittoria della League Cup e con un grave infortunio al legamento crociato per Anderson, costretto a saltare la seconda metà di stagione. Nel 2010/11 ancora una Premier vinta e ancora una finale di Champions persa contro il Barcellona per lo United, dove questa volta il brasiliano non scende in campo (autore comunque di una doppietta contro lo Schalke in semifinale). Il crollo avviene nella stagione seguente, con sole 10 gare disputate ed un infortunio al ginocchio che lo tiene lontano molti mesi dai campi. Nonostante il recupero nel finale, il brasiliano non viene più convocato da Ferguson, il quale preferisce lasciarlo a riposo cautelativo. Nell’ultima stagione del tecnico scozzese, Anderson ritrova il campo e la vittoria della Premier, nonostante ancora qualche acciacco di troppo nella parte centrale della stagione. L’arrivo di Moyes sulla panchina dei Red Devils segna però in negativo la carriera di Anderson, costretto alla panchina e ad un tracollo della prestazione in generale, notato soprattutto nella sua avventura italiana.

Annunci