L’arma in più dell’Olympique Lione tra il 2009/10 ed il gennaio 2013 portava il nome di Michel Bastos, esterno d’attacco brasiliano dalle spiccate doti offensive, capace di scardinare le difese avversarie grazie ad un ottimo dribbling ed in grado di sbloccare qualsiasi partita con le proprie conclusioni dalla distanza (anche da palla inattiva). Lo stesso periodo, però, ha rappresentato anche il finale dell’epopea di conquista della formazione francese la quale, nelle stagioni di militanza del fantasista, ha saputo conquistare soltanto due trofei (la Coupe de France del 2011/12 e il Trophée des Champions del 2012/13). Nello stesso momento d’involuzione dei risultati (dovuto anche agli exploit stagionali di Lille e Montpellier ed all’avvento dell’era miliardaria del Paris Saint-Germain) è contemporaneamente iniziata la grande fuga dei migliori giocatori dell’OL. Fu lo stesso presidente Jean-Michel Aulas a dare il via al processo di ridimensionamento qualitativo della rosa per permettere il ripianamento dei debiti. A farne le spese anche l’ala brasiliana, costretta ad un trasferimento in Germania in prestito e ad una frettolosa cessione negli Emirati Arabi per generare immediata liquidità e liberare la società dall’elevato costo del cartellino. Da quel momento il suo rendimento non è più stato lo stesso.

La carriera di Michel Bastos aveva fin da subito preso la strada dell’Europa. Il passaggio in Olanda al Feyenoord nel 2002 e la successiva cessione in prestito all’Excelsior avevano lanciato la carriera del brasiliano tra i professionisti. Per il salto di qualità è servito però il rientro in patria all’Atletico Paranaense che, dalle sue prestazioni in prestito tra Gremio (19 partite e 4 reti all’attivo) e Figueirense (35 presenze e 10 gol), ha saputo ricollocarlo sul mercato nell’estate 2016 ricavando 3mln di €. Ad acquistarlo i francesi del Lille, club dove l’ala d’attacco, in sole 3 stagioni, è cresciuto in maniera esponenziale toccando l’apice nella stagione 2008/09 (ben 16 reti e 13 assist).

michel bastos lille

Un’annata stratosferica che lo porta nell’estate seguente a vestire la maglia dell’Olympique Lione, società reduce dal primo anno senza successo della Ligue 1 dopo i 7 titoli consecutivi conquistati tra il 2001 ed il 2008. La cifra sborsata di 18mln di € è veramente notevole, ma il brasiliano ripaga gli sforzi fatti dalla dirigenza con prestazioni più che convincenti che gli valgono, inoltre, la conquista di un posto nella nazionale verdeoro, con la quale disputerà il Mondiale 2010 da titolare.

michel bastos brasile

Il momento di gloria dura fino al doppio infortunio alla schiena del 2012. La lontananza dal terreno di gioco mette il fantasista in cattiva luce agli occhi del presidente Jean-Michel Aulas, desideroso di vendere il giocatore prima di un’inevitabile svalutazione del cartellino del giocatore ed evitare inoltre di perderlo in futuro a parametro zero. Per questi motivi, nel gennaio 2013 Michel Bastos si trasferisce allo Schalke 04 in prestito per 1mln di €. Qui non delude con le sue 5 reti e 2 assist in 16 presenze tutte da titolare, ma al termine della stagione il club non fa valere l’opzione finale d’acquisto, giudicata troppo onerosa.

1. FSV Mainz 05 v FC Schalke 04 - Bundesliga

I 4mln di € offerti dall’Al-Ain, formazione degli Emirati Arabi, liberano definitivamente il giocatore dal club transalpino. La sua esperienza araba durerà solo 4 mesi, dato che nel gennaio 2014 la Roma di Rudi Garcia (suo ex tecnico ai tempi del Lille) lo preleva in prestito per 1,1mln di €. Tante le presenze (16), ma pochissimo il minutaggio totale (460 minuti).

michel bastos roma

I continui spostamenti condizionano di molto il rendimento di Michel Bastos, il quale vede di conseguenza diminuire il valore del proprio cartellino fino a quota 2mln di €. Dopo l’esperienza in Italia, l’Al-Ain decide di cederlo definitivamente ai brasiliani del Sao Paulo, suo club attuale. Qui ha affrontato due buone stagioni dove è riuscito a realizzare 17 reti e 22 assist, ma probabilmente il suo tempo in Europa è ormai segnato. A pesare sono i 32 anni di età, la lontananza di rendimenti rispetto ai tempi migliori (circa 5 anni fa) e l’allontanamento repentino dal calcio del vecchio continente.

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