Se l’anno scorso alla Juventus capitò con un sorteggio alquanto insidioso, quest’anno la sorte ha riservato un raggruppamento migliore per i bianconeri. Ulteriormente rinforzata dalla campagna acquisti estiva (senza Paul Pogba, ma con Gonzalo Higuain e Miralem Pjanic in più), la rosa a disposizione di Massimiliano Allegri ha il dovere assoluto di concludere al primo posto il proprio raggruppamento, evitando di farsi beffare come nel 2015/16 (la sconfitta nell’ultima gara del girone contro il Siviglia, quest’anno ancora presente sul cammino della squadra di Torino, costò molto caro nel prosieguo della Champions League).

L’insidia Siviglia non può certo far paura alla Juventus. Gli spagnoli, settimi nello scorso campionato, approdano in Champions League grazie all’ennesima vittoria dell’Europa League. È cambiato il tecnico (da Unai Emery a Jorge Sampaoli), ma non il modo di giocare: verticalizzazioni rapide per sfruttare la velocità dei propri attaccanti (su tutti quella del giovane Luciano Vietto, chiamato a rimpiazzare il prolifico Kévin Gameiro) ed una trequarti campo dotata di numerose individualità dai piedi buoni (Samir Nasri su tutti). Tra le conoscenze della Serie A troviamo Franco Vazquez e Joaquin Correa, argentini passati alla formazione andalusa per complessivi 28mln di €, ed il portiere Salvatore Sirigu in prestito dal Paris Saint-Germain. Proprio i francesi hanno prelevato dagli andalusi il centrocampista Grzegorz Krychowiak, la seconda cessione più remunerativa nella storia dei biancorossi alle spalle di Dani Alves (guarda caso da quest’anno alla Juventus), lasciando così la linea mediana in mano al duttile e ben valutato Steven N’Zonzi.

Nemmeno l’Olympique Lione è un avversario irresistibile. I francesi sono reduci da una pessima Champions League 2015/16 dove, nonostante facessero parte di uno dei gironi più semplici della rassegna, hanno decisamente deluso le aspettative (4 punti in 6 gare ed ultima del girone alle spalle di Zenit San Pietroburgo, Gent e Valencia). Da due anni consecutivi sono la seconda forza della Ligue 1 grazie alla perfetta valorizzazione dei propri giovani, che però non basta per competere con lo strapotere economico del Paris Saint-Germain. La formazione sarà praticamente la stessa della passata stagione, sia dal punto di vista tattico nonostante il cambio di allenatore (da Hubert Fournier a Bruno Génésio), sia per quanto riguarda l’11 in campo con un’unica differenza che riguarda la difesa: la prolifica cessione di Samuel Umtiti al Barcellona è stata rimpiazzata da un giovane di livello come Emanuel Mammana e dal parametro zero Nicolas N’Koulou. Tutto ruota ancora attorno a Alexandre Lacazette, centravanti che da tre anni realizza più di 20 reti stagionali.

La Dinamo Zagabria è la mina vagante del gruppo H. Sfavorita sulla carta, la squadra croata si pone come obiettivo minimo quello di raggiungere il terzo posto valevole per l’Europa League. L’anno scorso fu capace di battere l’Arsenal alla gara inaugurale del raggruppamento, salvo poi perdere i seguenti 5 incontri. In ogni caso, la giovane formazione allenata da Zlatko Kranjcar (età media 23,8 anni) non è certo un’avversaria da prendere sottogamba, dato che, soprattutto in casa, potrebbe dare filo da torcere alle più quotate rivali. D’altro canto, il mercato estivo ha privato i campioni di Croazia di giocatori preziosi e con buona esperienza internazionale come Marko Pjaca (finito proprio alla Juventus), Marko Rog ed Eduardo, garantendo però alla società entrate per 40,5mln di €. Da tenere d’occhio l’attaccante El Arbi Hillel Soudani (55 reti e 39 assist in tre stagioni) ed il trequartista Ante Coric, gioiellino classe ’97 che vanta già 91 presenze tra i professionisti.

Annunci