La prima esperienza europea del Sassuolo sarà sicuramente un evento che difficilmente i tifosi neroverdi scorderanno. Fino a qualche anno relegata in Lega Pro, la formazione emiliana è cresciuta notevolmente grazie al presidente Giorgio Squinzi (proprietario dal 2002), il quale ha saputo fornire solidi basi economiche in un progetto che intende investire fortemente sui talenti del calcio italiano (non a caso, la squadra presenta nel proprio organico solamente 4 stranieri). Inoltre, la rosa a disposizione del tecnico Eusebio Di Francesco possiede al proprio interno il giusto numero di calciatori esperti in grado di aiutare e valorizzare i giovani talenti. La stella è chiaramente Domenico Berardi, attaccante già promesso alla Juventus, ma che per questo 2016/17 ha deciso di restare al Sassuolo al fine di giocare con continuità e vivere a pieno la sua prima esperienza in Europa League (conquistata anche grazie alle sue 5 reti nelle 4 gare dei preliminari).

La testa di serie Athletic Bilbao è l’avversario più complicato del girone. Negli ultimi tre anni, infatti, la formazione spagnola si è sempre posizionata tra le prime 7 della Liga mantenendo, come da tradizione, un organico composto interamente da calciatori baschi. 3° nel girone di Champions League ed eliminato ai sedicesimi di Europa League nel 2014/15, sconfitto ai rigori nei quarti di EL dal vincente Siviglia nel 2015/16, il Bilbao è pronto a mantenere la propria tradizione europea nonostante un mercato estivo piuttosto carente dal punto di vista dei nuovi arrivati. La dirigenza basca ha infatti tesserato 6 calciatori provenienti dalle giovanili, mentre in uscita ha operato numerose cessioni a parametro zero (tra le quali riportiamo quella di Ibai Gomez). La rosa di Ernesto Valverde, quindi, appare sulla carta più indebolita rispetto alla passata stagione e conta solamente una prima punta in organico: l’esperto 35enne Aritz Aduritz (121 reti in 278 presenze con l’Athletic). Positivo, invece, aver trattenuto i due classe ’94 Aymeric Laporte (gioca per la Francia, ma la madre è di origini basche) ed Inaki Williams, destinati in futuro a generare importanti liquidità alle casse biancorosse dato che, soltanto ora, le loro valutazioni superano i 20mln di € ciascuno.

Come da recente tradizione, il calcio belga sta producendo ed acquistando numerosi giovani dall’indubbio valore. Sulla falsa riga delle squadre più titolate, il Genk ha così ridotto l’età media della propria rosa a soli 22,5 anni, con la speranza che molti degli elementi tesserati diano prova del loro talento soprattutto nel corso della vetrina europea, al fine di produrre proficue plusvalenze future. Solo due i giocatori sopra i 30 anni (Thomas Buffel e Bennard Kumordzi), il resto non supera i 25 e ben dieci sono al di sotto dei 20 anni di età. Il talento più cristallino dei biancoblu è sicuramente il giamaicano Leon Bailey, 19enne arrivato un anno fa dagli slovacchi del Trencin per 1,4mln di € e capace di realizzare 7 reti e 11 assist all’esordio con i professionisti. In questo avvio di 2016/17, il giovane ha già trascinato i suoi nelle qualificazioni di Europa League centrando 3 gol e 3 assist in 6 partite. I partenti Christian Kabasele e Neeskens Kebano (entrambi con destinazione Inghilterra) hanno fruttato 11,4mln di € dei quali 4,5mln sono stati reinvestiti nei sostituti Jakub Brabec e Tino-Sven Susic, quest’ultimo conteso da un paio di anni da club italiani, spagnoli ed inglesi.

Gli austriaci del Rapid Vienna vantano anch’essi una rosa piuttosto giovane (24,3 anni l’età media), ma, al contrario del Genk, hanno investito di più sul mercato rispetto alle cessioni operate. Importanti gli acquisti dell’esterno islandese Arnor Ingvi Traustason e del regista croato Ivan Mocinic, i quali sono chiamati a sostituire il partente Florian Kainz, talento austriaco finito in Bundesliga al Werder Brema. L’anno scorso quest’ultimo ed il connazionale Louis Shaub (ora l’elemento più rappresentativo della rosa nonostante i soli 21 anni) contribuirono in maniera significativa all’ottimo avvio nelle coppe europee (vedi articolo “Europa League: avvio sorprendente per Molde, Sion e Rapid Vienna“), interrotto ai sedicesimi da un sonoro 10-0 complessivo rimediato dal Valencia. Sarà presumibilmente un 4-2-3-1 molto rapido e dinamico in fase offensiva quello che schiererà il tecnico Mike Buskens, il quale però non conta di grandi individualità nel reparto arretrato.

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