Se si esclude il Sassuolo (alla sua prima esperienza europea della storia), quello dell’Inter è forse il peggior girone sorteggiato dalle squadre italiane. Guardando le valutazioni delle rose, infatti, nel gruppo K troviamo un’avversaria come il Southampton che sfiora i 200mln di €. Lo Sparta Praga, in ambito europeo, è da sempre un ostacolo difficile ed è sicuramente meglio costruito delle connazionali Viktoria Plzen (girone della Roma) e Slovan Liberec (Fiorentina). Per ultimo, l’Hapoel Beer Sheva è un’incognita da non prendere alla leggera (più avanti capiremo perché). A tutto ciò si unisce il problema del fair play finanziario che ha provocato l’eslusione dalla lista UEFA di Geoffrey Kondogbia, Joao Mario, Stevan Jovetic e Gabriel Barbosa. Tale situazione costringerà il neo tecnico Frank De Boer ad utilizzare gran parte delle cosiddette seconde linee in Europa League, soluzione che può dare visibilità a chi calca meno il terreno di gioco ma che, d’altro canto, potrebbe dare riscontri negativi in termini di qualità del gioco.

Lo Sparta Praga, come detto, è piuttosto abituato allo scenario europeo. Analizzando soltanto le ultime due stagioni: nel 2014/15 è stato eliminato ai gironi nonostante la conquista di 10 punti complessivi (dove figura un pareggio ed una sconfitta con il Napoli); nel 2015/16 ha addirittura raggiunto i quarti di finale eliminando agevolmente Krasnodar ai sedicesimi e Lazio ai quarti, subendo le uniche sconfitte del torneo ai sedicesimi contro il Villarreal. La squadra, però, ha perso alcuni elementi importanti rispetto alla passata stagione: i vari Patrick Schick (ora alla Sampdoria), Kehinde Fatai, Ladislav Krejci (ora al Bologna) e Jakub Brabec hanno fruttato 11,6mln di €, ma la loro assenza peserà nello scacchiere tattico di Zdenek Scasny. In compenso, i neo arrivati a parametro zero (rientranti nel club dopo numerosi anni) Tomas Rosicky (35enne ex Arsenal e con 105 presenze nella nazionale ceca) e Michal Kadlec (31enne ex Fenerbahce e Bayer Leverkusen, 68 presenze in nazionale) alzeranno il livello di esperienza in ambito europeo. Fiuto del gol sempre ottimo per l’esperto attaccante David Lafata (dal gennaio 2013 ad oggi ha realizzato 88 gol in 134 presenze con i granata), spesso e volentieri servito dal promettente esterno Borek Dockal (45 assist e 29 reti nelle ultime tre stagioni in Repubblica Ceca).

Una rosa decisamente di valore quella del Southampton, club inglese che, di contro, non vanta un’ottima reputazione in campo internazionale: eliminato l’anno scorso ai preliminari di Europa League, la precedente apparizione risale addirittura alla Coppa Uefa 2003/04. L’impressione, inoltre, è quella che il mercato estivo abbia rinforzato le casse societarie indebolendo molto la rosa a disposizione del nuovo allenatore Claude Puel, il quale sta schierando il modulo 4-3-1-2 rispetto al 4-2-3-1 o 4-3-3 visto nella positiva gestione Ronald Koeman. Le partenze di Graziano Pellé, Sadio Mané e Victor Wanyama non sembrano esser state sostituite da rincalzi all’altezza: Soufiane Boufal, Pierre-Emile Hojbjerg e Nathan Redmond sono ottimi talenti per il futuro (tutti con meno di 23 anni), ma, considerando gli impegni di Premier League, Europa League e FA Cup, andava probabilmente ampliata la rosa con qualche elemento in più e di maggior esperienza. In difesa la squadra potrà contare sull’entusiasmo dei portoghesi Cédric Soares e José Fonte, freschi vincitori dell’Europeo 2016.

Abbiamo già annunciato come l’Hapoel Beer Sheva potrebbe non essere un avversario così scontato. Il motivo è legato alle partite di qualificazione alla Champions League disputate quest’anno dai campioni d’Israele: passaggio del turno contro Sheriff ed Olympiacos (i quali mancheranno dalla massima competizione europea dopo 5 anni di presenza continuativa), eliminazione per una sola rete di scarto contro il più quotato Celtic Glasgow. In questi doppi scontri, nelle gare disputate in casa i biancorossi hanno sempre vinto, mentre in trasferta sono arrivati due pareggi a reti inviolate e la pesante sconfitta per 5-2 in terra scozzese (quasi rimontata nella gara di ritorno con una vittoria per 2-0, il tutto nonostante due pesanti infortuni nei primi 34 minuti di gioco ed un rigore sbagliato). Insomma, il Toto Jakub Turner Stadium appare un fortino difficile da espugnare grazie ad una difesa solida e composta da giocatori titolari anche in nazionale: l’esperto portiere David Goresh, il centrale Shir Zedek ed il terzino Ben Bitton. Il mercato ha inoltre portato nuovi giocatori in grado di alzare il tasso tecnico come il portoghese Miguel Vitor (ex Paok Salonicco), l’ungherese Mihaly Korhut (in campo nei recenti Europei) ed il talentino israeliano Michael Ohana (35 presenze con le nazionali giovanili).

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