primera divisionLe attività di controllo dei bilanci societari e l’imposizione dei tetti salariali sono alcune delle direttive fondamentali che il Governo spagnolo ed i vertici della Liga (in primis il presidente Javier Tebas) hanno deciso di istituire a fine 2012 per fronteggiare il problema del debito dei club verso l’Hacienda (il Tesoro). In quattro anni i risultati ottenuti sono stati più che soddisfacenti, dato che tra il gennaio 2013 ed il settembre 2016 le passività fiscali si sono ridotte del 65% raggiungendo ora quota 230mln di €.

Secondo l’amministratore delegato della Liga, Javier Gomez, ed il vice presidente al controllo finanziario degli sport professionistici, Fernando Puig de la Bellacasa, i progressi conquistati negli ultimi anni hanno addirittura superato le aspettative iniziali, le quali prevedevano che a settembre 2016 il debito delle società calcistiche nei confronti dell’Hacienda si aggirasse intorno ai 275mln di €. Per la stagione 2016/17 il Consiglio Superiore dello Sport (CSD) e i vertici del massimo campionato spagnolo hanno inoltre promesso una ulteriore riduzione della somma di ulteriori 79mln di €, importo che corrisponde alle scadenze di pagamento concordate con i club debitori. Entro il 2020, invece, si stima che saranno soltanto 70 i milioni di passivo da restituire all’Agencia Tributaria. A facilitare la risoluzione di tali debiti ha contribuito in grossa parte la firma dei nuovi contratti audiovisivi, i quali hanno aumentato notevolmente il fatturato dei club più piccoli.

Dei 230mln di € ancora da restituire all’Hacienda, il 70% dell’intero ammontare è nelle mani di un ristretto gruppo di società: Atletico Madrid ed Espanyol (LaLiga); Real Valladolid, Elche, Maiorca e Real Saragozza (LaLiga2). Di questi, soltanto gli ultimi due hanno chiesto di poter allungare le proprie scadenze di estinzione del debito.

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