Prima dell’inizio della stagione 2016/17 della Liga spagnola, l’Osasuna aveva dichiarato la propria intenzione di voler saldare l’intero debito accumulato negli ultimi anni nei confronti dell’Hacienda (Tesoro). Grazie agli introiti per la promozione alla massima divisione spagnola e, soprattutto, grazie ai notevoli proventi televisivi ricevuti, il club di Pamplona è passata ai fatti e, in brevissimo tempo, ha liquidato circa 10mln di € promettendo di versare complessivamente 30mln di € entro la fine dell’anno calcistico.

La risoluzione del debito nei confronti dell’Agencia Tributaria si somma ai numeri positivi registrati dall’Osasuna nel bilancio 2015/16 dove, nonostante la formazione rossoblu fosse relegata per il secondo anno consecutivo in Segunda Division, la società è riuscita a chiudere la stagione con un utile 2,17mln di € (cifra di ben 20 volte superiore rispetto a quanto preventivato dalla dirigenza nell’estate 2015). A giustificazione di tale risultato incidono soprattutto i proventi straordinari: 3,7mln di € derivanti dalla cessione di Mikel Merino al Borussia Dortmund (concordata nel febbraio 2016) e 1,6mln di € per il contenzioso vinto nei confronti di Mediapro. A tutto ciò si aggiunge un fatturato in crescita e pari a 10,38mln di € (superiore del 38,5% rispetto alla precedente stagione trascorsa in Segunda Division) dovuto in larga parte al miglioramento del contratto audiovisivo. Riguardo alla riduzione dei debiti, invece, l’Osasuna ha attuato una taglio generalizzato della propria forza lavoro.

Con la promozione in Primera Division, però, tutti i valori sopracitati saranno difficilmente comparabili nel prossimo bilancio, dato che saranno destinati a cambiare ulteriormente in maniera più che positiva. Basti pensare che dopo pochi mesi dall’avvio della stagione 2016/17, la formazione biancorossa di Pamplona ha già ricevuto ben 44,2mln di € per i diritti audiovisivi e stipulato contratti di marketing decisamente remunerativi.  Nonostante ciò, l’intenzione del presidente Luis Sabalza è quella di evitare spese eccessive al fine di raggiungere l’obiettivo prefissato: conseguire un utile netto pari a 13,5mln di €. Proprio per questo motivo il mercato estivo non è stato tra i più esaltanti della Liga, limitato soprattutto dal tetto salariale posto a quota 15,6mln di € per la prima squadra (il più basso tra le venti squadre del massimo campionato spagnolo).

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