La campagna acquisti estiva 2016/17 del Milan è stata certamente condizionata dal passaggio di consegne societario tra il presidente Silvio Berlusconi ed il gruppo cinese Sino-Europe Sports. Una trattativa ancora da concludere in via definitiva che, però, ha costretto il club a dover impostare un mercato al risparmio, visto e considerato che, senza le dovute garanzie di un cambio al vertice, gli investimenti in entrata sarebbero stati di intera competenza del gruppo Fininvest. Nonostante quindi la situazione di apparente stallo, la società rossonera ha sborsato 26,8mln di € per nuovi giocatori ricavandone 14,5mln dalle cessioni. Un esborso finale negativo per 12,3mln di €, ingiustificato se si osserva l’apporto dei neo arrivati sul terreno di gioco.

Come emerge dalla tabella, la metà dei nuovi acquisti non ha disputato alcuna gara ufficiale dopo le prime 10 giornate di Serie A. I tre, bisogna riconoscere, sono arrivati in prestito (Mario Pasalic dal Chelsea e Mati Fernandez dalla Fiorentina) o a parametro zero (Leonel Vangioni), riducendo così l’impatto economico sulle casse societarie. Escludendo soltanto il centrocampista cileno che ha rimediato un infortunio pochi giorni dopo l’annuncio di trasferimento, gli altri due, evidentemente, non sono stati ritenuti pronti per il debutto in Serie A da parte del tecnico Vincenzo Montella o, cosa peggiore, il neo allenatore li ha ritenuti qualitativamente inferiori ai titolari, un aspetto non certo positivo dato che entrambi dovevano rinforzare la rosa e non ampliarla numericamente.

Stesso discorso per i tre acquisti “top” dell’estate milanista. Nessuno di questi è riuscito a ritagliarsi un posto da titolare nell’undici rossonero e le apparizioni in campo sono state ben al di sotto delle aspettative. Chi infatti ha disputato più partite e minuti è Gustavo Gomez, difensore centrale che doveva, nelle intenzioni iniziali, ricoprire il ruolo di titolare accanto ad Alessio Romagnoli. Sino ad ora, invece, è sceso in campo solamente negli ultimi minuti di gioco e, nelle uniche due occasioni in cui è partito titolare, ha preso il posto dei compagni di reparto squalificati e/o infortunati (quindi non per scelta tecnica).

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Ancor minore il minutaggio di José Ernesto Sosa, centrocampista argentino acquistato principalmente per la sua duttilità tattica ed esperienza: ala d’attacco all’occorrenza utilizzabile come mezz’ala o trequartista e testato in allenamento in cabina di regia come vice Riccardo Montolivo. Buon per il Milan che in mediana stia prendendo sempre più spazio un talento del vivaio come Manuel Locatelli, ma del Principito si sono perse ormai le tracce da qualche turno di campionato e le impressioni negative percepite dalla tifoseria milanista durante l’ultima estate non sembrano essere smentite (vedi articolo “Il trasferimento sorprendente della settima settimana di mercato estivo 2016/17: José Sosa“).

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Dulcis in fundo concludiamo con l’attaccante Gianluca Lapadula, probabilmente il giocatore che può godere delle maggiori attenuanti visto che è alla sua prima stagione in massima serie e che si ritrova a dover competere con l’elemento dalla valutazione più alta dell’intera rosa rossonera: il colombiano Carlos Bacca. Il modulo 4-3-3 adottato da Vincenzo Montella non dà altre possibilità di gioco all’italiano, il quale può ricoprire il ruolo di prima o seconda punta e difficilmente quello di ala, dove partirebbe troppo distante dalla porta. Per questo motivo il suo impiego è stato marginale ed in alcune circostanze è stato superato nelle scelte anche dal brasiliano Luiz Adriano. Un avvio quindi poco entusiasmante per un acquisto che ad inizio estate aveva effettivamente sorpreso un po’ tutti (vedi articolo “Il trasferimento sorprendente del mese di giugno 2016/17 in Serie A: Gianluca Lapadula“).

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Dopo 10 giornate di Serie A 2016/17, quindi, gli acquisti estivi del Milan non hanno praticamente inciso. A posteriori si potrebbe dire che tale esborso economico poteva essere reinvestito in altro modo, magari su un unico elemento di valore che potesse effettivamente alzare il livello della rosa e, in caso di necessità, dando maggior spazio ai talenti del vivaio. Non resta quindi che osservare l’evolversi del campionato al fine di trarre conclusioni più precise concedendo ulteriore tempo ai sei nuovi arrivati di integrarsi con i compagni e le idee di gioco del tecnico.

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