L’Atalanta, dopo un inizio non certo facile nella Serie A 2016/17 (4 sconfitte nelle prime 5 gare), ha saputo risollevarsi in breve tempo ed inanellare una filotto di vittorie stupefacente (6 in 7 incontri). Numeri altisonanti che hanno portato gli orobici a ridosso delle prime della classe con grande merito. Il punto di svolta in termini di risultati è stata la vittoria esterna con il Crotone alla sesta giornata, anche se noi crediamo che il vero capolavoro compiuto dal tecnico Gian Piero Gasperini sia avvenuto nel turno successivo contro il Napoli. Nella sfida interna contro i partenopei, infatti, l’inserimento nell’undici iniziale del giovanissimo Mattia Caldara aveva sorpreso tutti, ma a posteriori si è rivelata una scelta determinante per dare equilibrio all’offensivo 3-4-3 imposto dall’allenatore di Grugliasco.

Il classe ’94 ha saputo fin da subito dare stabilità ad una retroguardia che, sino a quel momento, aveva incassato addirittura 12 reti in 6 incontri (una media di ben 2 a partita). Con il suo utilizzo, invece, nelle successive 6 gare di campionato l’Atalanta ha subito un solo gol, quello di Mauro Icardi durante la vittoria interna ottenuta contro l’Inter (risultato finale di 2-1). Oltre alle prestazioni positive nel reparto arretrato, il giovane ha palesato anche un grande fiuto del gol: le sue 2 reti sono servite ad ottenere una vittoria importante contro il Pescara (1-0) ed a consolidare il vantaggio ai danni del Sassuolo (gara terminata per 3-0 in favore degli orobici).

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Numeri importanti quelli registrati da Mattia Caldara, per nulla condizionato dal salto di categoria dato che nelle due stagioni precedenti aveva militato in prestito in Serie B con le maglie di Trapani (21 presenze e 2 reti) e Cesena (29 presenze e 3 reti). I progressi registrati con questi ultimi nel 2015/16 (la porta romagnola è stata la seconda meno battuta dell’intero campionato dietro soltanto a quella del promosso Crotone) gli hanno anche aperto le porte della nazionale Under 21, nella quale è presto diventato uno degli elementi di maggior affidamento del tecnico Luigi Di Biagio.

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Un’ascesa decisamente rapida quella del difensore bergamasco, il quale ha finalmente l’opportunità di giocare ad alti livelli con continuità e senza particolare pressione. Il 2016/17 siamo convinti che sarà la stagione della consacrazione per Mattia Caldara, uno dei tanti esempi di quanto nei vivai italiani si possano trovare giovani di qualità superiore rispetto agli strapagati coetanei stranieri.

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