eibarPer il modesto Eibar si tratta del terzo anno consecutivo nella Liga, una competizione alla quale non era mai riuscito ad accedere in ben 73 anni di storia. Tale momento di stabilità ai vertici del calcio spagnolo non ha di certo modificato l’obiettivo principale a livello di risultati da raggiungere: ottenere una confortevole salvezza. Un traguardo fondamentale che garantirebbe entrate decisamente cospicue rispetto ad una retrocessione di categoria in LaLiga2. Non a caso, nelle ultime due stagioni la società basca ha letteralmente incrementato il proprio fatturato registrando utili di gestione confortevoli.

Analizzando i dati del bilancio, l’Eibar ha chiuso il 2015/16 con un utile netto di 6,9mln di €, un risultato operativo doppio rispetto a quanto registrato nella stagione di esordio nella Liga. Tale positività è stata agevolata dalla grande crescita del fatturato, passato dai 18,9mln del 2014/15 ai 32mln di € dell’ultimo esercizio. In quest’ultima voce hanno inciso soprattutto i seguenti incrementi: ricavi televisivi (passati da 15,3 a 27,3mln di €); nuovi contratti stipulati con i partner commerciali (da 2,3 a 3,4mln di €); vendite dei biglietti per assistere alle gare casalinghe (da 1,3 a 1,4mln di €).

Se il risultato sportivo ambito dalla dirigenza dei rossoblu è la permanenza nella Liga, a livello economico l’obiettivo principale è invece quello di aumentare il fatturato di un ulteriore 50%, una percentuale indicativa che segue soprattutto l’incremento dei ricavi da diritti televisivi (i quali raggiungeranno quota 40mln di €). L’Eibar, inoltre, potrà registrare nel prossimo bilancio una plusvalenza di 5mln di € scaturita dalla proficua cessione di Keko al Malaga. Entrate necessarie per poter fronteggiare il correlato aumento dei costi legati alla gestione del parco giocatori (con gli stipendi che saliranno verosimilmente del 54% rispetto ai 16,1mln di € nel 2015/16) e della preventivata ristrutturazione dello stadio Ipurua. Nonostante le crescenti spese, però, la dirigenza basca punta ad ampliare il volume dei propri utili al fine di chiudere il bilancio 2016/17 in positivo di 15mln di €.

Una situazione economica che si scontra in maniera netta rispetto a quella ben più limitata di soli tre anni fa. Nel 2013/14, infatti, la squadra rossoblu raggiunse un’insperata promozione vantando appena 400mila € di fatturato e 420mila € di capitale sociale. Una favola che aveva rischiato seriamente di infrangersi ancor prima di cominciare visto che, come da regolamento della Segunda Liga, le società dovevano possedere un capitale minimo pari al 25% delle spese medie di tutte le altre formazioni presenti nella competizione e, mancando tale requisito, sarebbe scattata in automatico la retrocessione per la formazione basca (nonostante quest’ultima non avesse alcun debito o pendenza a proprio carico). Per raggiungere i 2mln di € richiesti dalla Federazione, quindi, la dirigenza ricorse ad una campagna popolare di vendita delle azioni del club, la si concluse positivamente il 15 luglio (una settimana prima del termine prefissato) permettendo all’Eibar di accedere alla Primera Division.

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