Nei primi giorni di marzo Lukas Podolski aveva annunciato, suscitando grande clamore in patria, l’addio a fine stagione al Galatasaray per approdare in Giappone al Vissel Kobe. Una scelta in assoluta controtendenza rispetto a quanto sta accadendo in questi ultimi anni di calciomercato, dove la maggior parte dei trasferimenti di calciatori europei intenzionati a lasciare il proprio continente ha avuto come destinazioni privilegiate la Chinese Super League in Asia e la Major League Soccer in America (soprattutto per via delle alte remunerazioni salariali concesse dalle società presenti in questi campionati). Eppure il tedesco ha optato per la J1 League, campionato storico ma attualmente dal minor appeal rispetto alla ricca lega cinese.

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Il trasferimento in Giappone ha stupito parecchio dato che il 32enne poteva ancora dare molto al calcio europeo (una prova il fatto che nell’ultima stagione è stato il capocannoniere assoluto del Galatasaray realizzando 17 reti e 8 assist in 32 incontri, una delle annate più prolifiche dell’intera carriera per l’attaccante). Eppure dalle dichiarazioni di Lukas Podolski ci è sembrato di capire che la decisione sia più che altro legata al fatto di voler intraprendere una nuova esperienza di vita.

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Inizialmente la destinazione finale doveva essere la Chinese Super League con il sontuoso contratto offerto dal Beijing Guoan (circa 20mln di € all’anno), poi però il classe ’85 ha virato drasticamente per la J1 League ed il Vissel Kobe (10mln di € a stagione per due anni di contratto). Secondo l’ex Colonia, Bayern Monaco ed Arsenal, infatti, le offerte di stipendi stratosferici provenienti dalla Cina ingolosiscono non poco i calciatori europei, ma le negoziazioni che prevedono l’intervento di otto/nove consulenti sono da considerare delle vere e proprie trattative criminali. Il tedesco ha poi sottolineato come tale campionato non potrà mai diventare di alto livello dato che quello che accade dietro le quinte non riguarda in maniera assoluta il mondo del calcio.

Parole dure quelle di Poldi che mettono in risalto i motivi degli spropositati innalzamenti dei prezzi di trasferimento per tutti quei giocatori diretti verso la Cina. Proprio per questo motivo, nell’ultimo periodo la CFA (Chinese Football Association) ha intensificato il monitoraggio sui conti delle varie società al fine di interrompere (o quantomeno limitare) l’ingombrante presenza di agenti e fondi d’investimento nelle operazioni che coinvolgono trasferimenti di giocatori in Chinese Super League e Chinese League One.

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