premier liga russaLe nuove regole adottate dalla federazione russa in merito al tesseramento di calciatori stranieri nella Premier Liga si fanno sempre più stringenti. Dopo la débâcle della nazionale ai Mondiali 2016, il presidente federale Vitaly Mutko aveva imposto la norma “6+5”, formula che prevede l’inserimento in ogni gara di campionato di un massimo di 6 stranieri per squadra sul terreno di gioco. La decisione fu presa per dare maggior incentivo alle società ad utilizzare calciatori di nazionalità russa al fine di far crescere il movimento locale e, a lungo periodo, incrementare la competitività della propria nazionale maggiore. Di fatto questa scelta ha comportato ad un estremo calo delle vendite di giocatori russi verso campionati più competitivi e prestigiosi, i quali potevano permettere ai migliori talenti del paese una migliore crescita tecnica.

 

Attualmente, però, il Parlamento russo sta discutendo un’ulteriore modifica per quanto riguarda il numero complessivo di stranieri tesserabili da parte di una società di calcio. La proposta suggerita da Vitaly Mutko è quella del “10+15”, ovvero che ogni club della Premier Liga russa può iscrivere nella propria rosa un massimo di 10 calciatori stranieri sui 25 slot disponibili. Una soluzione questa che agevolerebbe di molto la crescita dei giovani giocatori russi con un conseguente incentivo ad investire soprattutto nelle proprie accademie e ad accrescere i trasferimenti interni.

In breve tempo, però, da tale scenario si è passati ad una drastica revisione della proposta, modificata con un più stringente “8+17”. Dovesse essere approvata tale opzione, le società non potrebbero tesserare più di 8 stranieri. Una soluzione che entrerebbe in vigore dalla prossima estate, ma che al momento vedrebbe ben 9 squadre (Zenit San Pietroburgo, FC Krasnodar, Rubin Kazan, FK Rostov, Lokomotiv Mosca, Akhmat Grozny, Ural Ekaterinburg, Spartak Mosca e Amkar Perm) su 18 al di fuori dei parametri. Per rientrare nel numero consentito, ovviamente, i club dovranno effettuare le dovute cessioni entro i tempi previsti e rivedere soprattutto la campagna estiva di questa stagione (non è auspicabile acquistare un alto numero di stranieri per il 2017/18 sapendo poi di doverli rivendere l’anno successivo per rientrare nei paletti imposti dalla federazione). Il rischio per le società, inoltre, è quello di dover svendere i propri giocatori per rispettare i limiti imposti.

Riempire le squadre di calciatori della nazionalità locale, inoltre, potrebbe accrescere di molto i prezzi di trasferimento interni sulla falsa riga di quanto sta accadendo in Cina, dove i giocatori ritenuti di maggior talento vengono strapagati rispetto alle reali valutazioni di mercato. Tutto questo potrebbe ripetersi in Russia, con il rischio di un mercato interno inflazionato ed una complessiva svalutazione della Premier Liga rispetto ai top campionati europei.

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