Tre anni fa il costoso trasferimento di Britt Assombalonga dal Peterborough (vice-capocannoniere della League One con 23 reti) al Nottingham Forest (storico club inglese militante in Championship) per 6,9mln di € portò immediati frutti nell’attacco della formazione biancorossa (vedi articolo “Britt Assombalonga: sarà decisivo per la promozione del Nottingham Forest?“). L’attaccante concluse la stagione 2014/15 con 15 reti realizzate, un trend positivo purtroppo interrotto a partire dalla 30a giornata per via di un’operazione al ginocchio che ha tenuto il congolese lontano dai terreni di gioco fino addirittura all’aprile 2016.

assombalonga

Superate le problematiche difficoltà fisiche, Britt Assombalonga ha dovuto riconquistare la fiducia della società e dello staff tecnico nella stagione 2016/17. Un’annata che non gli ha permesso di conquistarsi un posto fisso al centro dell’attacco del Nottingham Forest, ma che tutto sommato lo ha visto realizzare 14 reti in appena 1.818 minuti disputati (le 46 partite del campionato di Championship mettono a disposizione un totale di 4.140 minuti di gioco).

Numeri positivi che evidentemente hanno impressionato la dirigenza del Middlesbrough, club appena retrocesso dalla Premier League e voglioso di ritornarci il più presto possibile. A testimoniarlo gli investimenti fatti fino ad ora dai biancorossi: 20,33mln di € ricavati dalle cessioni; 36,85mln spesi in nuovi rinforzi (nessuna società ha raggiunto tali somme in questo avvio di mercato). Di questi ultimi ben 17,1mln di € sono stati utilizzati per il solo Britt Assombalonga, il quale risulta inoltre essere il secondo trasferimento più costoso nella storia della Championship.

Un’operazione quindi decisamente onerosa che, in caso di mancata promozione, rischia di non essere più recuperata dalla società in termini economici nel corso dei prossimi anni. Chiaramente le aspettative del Middlesbrough nei confronti del nuovo arrivato sono elevate, anche se il parco attaccanti piuttosto competitivo (presenti in rosa anche Rudy Gestede, Patrick Bamford e Martin Braithwaite) non assicura al classe ’92 la titolarità nel proprio ruolo.

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